Ogni giorno mi par più di mill'anni
ch'io segua Cristo, fido e caro duce,
il cui raggio dopo lui mi conduce
per dritto calle a stato senza affanni.
E non mi posson ritener gli inganni
del mondo, ch'il conosco, e tanta luce
dentr'al mio core infin dal ciel traluce,
che incomincio a contar il tempo e i danni.
Né minaccie temer debbo di morte,
ché 'l Re sofferse con più grave pena
ch'ebbe mai uomo alcun constante e forte.
In lui 'l tormento entrò per ogni vena,
per far via più felice nostra sorte,
e non turbò la sua mente serena.