L'aura che spira al mio stanco riposo
da Cristo in croce, mi presta ardimento
di levar gli occhi al ciel, ché (com'io sento)
non altramente mai sarei stato oso.
Esso Signor, ch'in atto sì amoroso
per me ebbe morte, leva il mio tormento
e di sé mi fa degno e più contento,
poi ch'in tal modo il mio peccato ha roso.
In croce dunque è la pietà depinta,
ver cui beato chi spesso sospira
e di lagrime oneste il viso adorna.
Non può d'alcun dolor l'alma esser vinta,
né dal nemico ancor, quando s'adira,
se spesso al santo legno umil ritorna.