Quai laghi sotto il ciel, quai fiumi o stagni,
qual mare, ov'ogni rivo si disgombra,
qual rezzo d'alti poggi o di ramo ombra,
qual nebbia, che 'l ciel copra e 'l mondo bagni,
tal fieno impedimento, ond'io mi lagni,
non veder lume, mentre error m'ingombra,
come il vil corpo mio, che l'alma adombra?
Onde a me dico: or ti consuma e piagni.
Tempo sarebbe omai ch'ogni sua gioia
egli giù diponesse e tanto orgoglio,
poi che vicina è l'ora ch'ei si moia.
Da l'altro lato sol di me mi doglio,
ch'a questo mio tiran tema far noia,
che contra ad ogni ben s'è fatto scoglio.