Del cibo, onde 'l Signor mio sempre abonda
di grazia in noi, domentre io mi nudrisco,
di dolor tremo e tutto impallidisco,
pensando a la sua piaga aspra e profonda.
E perch'egli, per tor via la seconda
morte, morio per me, tutto languisco,
che ciò non penso e offender quello ardisco
ch'a mio riposo mi s'ha fatto sponda.
Misero, perché tanto desiai
piacer al mondo, ch'altro non m'apporta
che rei pensier e dolorosi guai?
Ricorro dunque a te, ché si sconforta
che ti fugge, Iesu; m'aggrava assai
il mal: ma tua pietà non fu mai morta.