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1480–1547

292 (RVF 355)

Girolamo Malipiero

O tempo, o ciel volubil, che fuggendo inganni i ciechi e miseri mortali, o dì veloci più che vento o strali, or ab experto vostre frodi intendo,

ma scuso voi e me stesso riprendo, ché natura a volar v'aperse l'ali, a me diede occhi; e io pur ne' miei mali li tenni, onde vergogna e dolor prendo.

E sarebbe ora, ed è passata omai, di rivoltarli in più secura parte, e poner fine agli infiniti guai. Ma tu, da cui pietà mai non si parte,

aiutami, o Iesù, che (come il sai) il bene è per tua grazia e non per arte.

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