Vidi fra mille turbe un Signor tale,
ch'ineffabil stupor il cor m'assalse,
quando per trarci fuor de 'l ombre false
fatto uom lo scorsi, ch'era al padre eguale.
In lui non era affetto alcun mortale,
sì come a cui del ciel, non d'altro calse;
arse per noi sovente e spesso anch'alse
perfin ch'in croce aperse ambe due l'ale.
Ivi l'almo suo spirto dal terrestre
carcer uscì con dolorosa vista,
di che pensando per dolor mi torpo.
O care e alte lucide fenestre,
onde colei, che molta gente attrista,
ebbe l'entrata in così nobil corpo.