Ite, rime dolenti, al duro sasso
che 'l pietoso Signor in terra asconde,
a cui per umiltà sol si risponde,
perch'è sepolto in loco umile e basso.
Ite, e piangete il viver mio, già lasso
del navigar per queste orribil onde,
ove senza le luci sue gioconde
veggio precipitoso ogni mio passo.
Ite, che la pietà non fu mai morta
appresso Dio vivente ed immortale;
però impetrate ch'io 'l conosca ed ame.
Piacciali al mio passar far l'alma accorta
sì ch'ella (benché 'l merto sia ineguale)
in lui lo speri, lo desidri e chiame.