Quel caro, dolce, sacro, onesto sguardo
del tuo figliuol, Maria, to' quanto poi
di me parea dicesse allor, dapoi
ch'a gir a morte mosse il pie' non tardo.
Onde parendo a te che più che pardo
veloce el se n'andasse, i spirti tuoi
eran sì afflitti, che per dolor suoi
dicevi: oh quanto qui mi struggo ed ardo.
Poscia il vedesti in croce a sconcio modo
confitto, e gli occhi estinti, che già tempo
del ciel solevan esser vivi specchi.
Onde per tanti affanni, ch'a quel tempo
tu avesti, o madre, prego, sciogli il nodo
che l'alma al senso lega, anzi ch'invecchi.