Mai non vedranno le mie luci asciutte
con le parti de l'animo tranquille
quelle membra ov'amor par che sfaville,
essendo in croce per pietà destrutte.
Signor, già invitto a le terrene lutte,
poi che col sangue tuo, ch'in croce stille,
al ciel, donde la colpa dipartille,
le desviate menti hai ricondutte,
con qual opra già mai, con qual lavoro
fatto sotto alcun placido pianeta,
potrò ricompensar tanto tesoro?
Ma perché l'impotenzia ciò mi vieta,
con buon voler, Iesu, ti lodo e onoro:
tu piglia il cor, che sol in te s'acqueta.