Sento quell'aura antica che nei colli
celesti di superbia al mondo nacque
e cader fe' quel spirto ch'a sé piacque,
ch'alfin gli alteri fa per pianger molli.
O caduche speranze, o pensier folli,
torbide son, disse Iesu, quest'acque
d'uman piacer, quando a la fonte giacque,
ond'io qui contentarmi indarno volli.
Però voglio a lui sol drizzar le piante,
che può refrigerar lo mio cor arso,
e dar riposo a le fatiche tante.
Egli non è signor crudele e scarso
a cui chi serve e gli va umil davante,
trova ch'è di pietà tesoro sparso.