Al cader de la pianta, che si svelse
come quella che ferro o vento sterpe
fuori del bel giardin, de le sue eccelse
spoglie il triomfo n'ebbe il fiero serpe.
Ma poi più bella il suo fattor la scelse,
verde e fiorita di squalida sterpe,
e al cor s'avinse, e propio albergo felse,
e la radice in tutto 'l mondo serpe.
Ella è di Dio in terra il dolce nido,
ove gli eletti son d'amor ardenti,
che non moven, qual cedri, al vento fronda.
E di questi una parte, a tempo fido
condotta in gloria, con soavi accenti
richiama l'altra in ciel, che le risponda.