Tempo sarebbe omai che pace o tregua
io avesse con me stesso; e avrei forse,
se non ch'i giusti passi indietro torse
il serpe, a cui 'l poder mio non s'adegua.
E questo è il duol, per cui mi si dilegua
il cor, ch'a van desir troppo trascorse,
quando al suo dolce amor Iesu mi scorse,
le cui vestigia pur conven ch'io segua.
Onde poiché cangiar mi veggio il pelo,
ed ho di fera morte alcun sospetto,
lasciando il mondo e ogni piacer suo seco,
mi volgo a lui, che ci porge il bel detto:
venite, o benedetti, a l'alto cielo,
ove starete in festa sempre meco.