Quel rossignuol, che sì soave piagne
forse suoi figli o sua cara consorte,
di dolcezza empie il cielo e le campagne,
con tante note sì pietose e scorte,
e tutta notte par che m'accompagne,
e mi ramente la mia dura sorte,
ch'altri che me non ho di cui mi lagne,
perché lasciat'ho l'alma incorrer morte.
E così va chi troppo s'assecura.
Mi splendevano già bei tempi e chiari,
ora m'è fatta ogni stagione oscura.
Ma pur, mercè di Dio, che mia ventura
questo ciò fia, ché mi convien ch'impari
come nulla qua giù diletta e dura.