Apollo, più non vive il bel desio,
che t'infiammava a le tessaliche onde,
né sparse al vento son le chiome bionde,
e la tua cetra è già posta in oblio,
per Dafne il van amor, ch'a te fu rio
nel verde alloro subito s'asconde,
che mentre abracci l'insensibil fronde,
fallito è 'l tuo desir, come vegg'io.
Pertanto, poi ch'abbiam null'altra speme
d'amor e vita, che la morte acerba
di Cristo, ch'ogni error disgombra,
la croce abraccio, dove tutte insieme
son le virtù fra ameni fiori ed erba,
e spero esser felice a la sua ombra.