Solea sì nel mio cor star bella e viva
tal grazia, che lo spirto umile e basso
tenendomi, la mente a passo a passo
conducea verso il ciel, sì come diva.
Ora di tanto ben spogliata e priva
l'alma, il cor piange, di ciò ignudo e casso,
che per pietà faria romper un sasso;
ond'io m'attristo, o parli, o legga, o scriva.
So ben che fa l'orecchia di Dio sorda
lungo fallir, però tal doglia ingombra
l'animo mio, ché pianto sol m'avanza.
Ma pur a te (benché sia polve ed ombra)
io parlerò, Signor: la voglia ingorda
affrena, e non mi trar fuor di speranza.