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1480–1547

252 (RVF 293)

Girolamo Malipiero

Se io avesse pensato, che sì care fossin le voci de' sospir in rima a quella ch'è nel ciel, dopo Dio, prima, fatte l'avrei più spesse e non sì rare.

E benché indegno i' sia di lei parlare, ch'agli celesti cori siede in cima, perch'impotente è la stemprata lima a far le note mie soavi e chiare,

pur ogni studio mio sarà, com'era, e più che fosse mai, con puro core di lodar lei, non d'acquistarmi fama. Ma chi senza il tuo aiuto farti onore

potria, qual merti, o madre tanto altera? Nostro intelletto in ciò vinto si chiama.

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