Gli occhi, di ch'io parlai sì caldamente,
quando fur chiusi in croce e il bel viso
discolorato e lo spirto diviso,
tremando il mondo spaventò ogni gente.
In tenebre mutossi il ciel lucente,
e 'n pianto amaro l'angelico riso,
morendo il ver Signor del paradiso,
e l'uom ingrato, ahimè, dolor non sente.
Oh quanto, o pio Iesu, mi doglio e sdegno,
ch'io tardo a riconoscer fui quel tanto
amor che mi mostrasti sopra il legno.
Però cessi ogni vano riso e canto,
e sia in lodar te sol tutto 'l mio ingegno,
acciò possa fuggir l'eterno pianto.