Quand'io veggio dal ciel scender l'aurora
con rose in fronte e con gli crini d'oro,
timor m'assale, ond'io mi discoloro
e sospirando dico: ove son ora?
Torno a l'usato, e non ritrovo un'ora
a radunar in ciel qualche tesoro;
non corona di mirto o verde alloro
mi move, e senza onor convien ch'io mora.
Ma pur'io spero, se miei spirti duri
e forti Dio farà contra colei
ch'avanti tempo fa imbiancar le chiome,
ch'in luce di virtute i giorni oscuri
rivolgerò con tutti i pensier miei,
ond'io possa lasciar perpetuo nome.