Se quell'aura soave de' sospiri,
quai manda al ciel talvolta l'alma mia,
quando le incresce il mondo, e par che sia
piena di doglia, e con gran tedio spiri,
continuar potesse i buon disiri,
tal che ne l'opre sempre onesta e pia
fosse la mente, e non per altra via
poi ritornasse a' consueti giri,
ad acquistar il fine, al qual intendo,
certa saria la speme e giusti i preghi,
e l'intelletto non saria sì basso.
Perciò Dio prego ch'egli regga e pieghi
a suo modo il mio cor, ch'io nol comprendo,
acciò di carne non si faccia un sasso.