Aspro e cieco mio cor e cruda voglia,
deh, quando mai noi muterem figura?
Se l'impresso rigor gran tempo dura,
avrà, temo, di noi Satan la spoglia.
Si cangia il mondo più ch'al vento foglia:
ora è dì chiaro, e ora è notte oscura;
ora s'allegra l'uom di sua ventura,
or per adversità pieno è di doglia.
Però che 'l tutto passa rimembrando,
e ciò veggendo noi per vera prova,
facciam opre di vita oneste e salde.
Non è sì duro cor, che lagrimando
a' pie' di Cristo, ad amor non si mova,
né sì freddo voler, che non si scalde.