Infra le stelle la più bella vidi
esser Maria, e diemmi tal dolcezza,
ch'a quegli eterni ed amorosi nidi
riduco il cor, ch'ogni altra vista sprezza.
Non si pareggi a lei qual più s'apprezza
in qualch'etade, in qualche strani lidi;
non chi recò con sua vaga bellezza
in Grecia affanni, a Troia ultimi stridi;
non la bella Romana che col ferro
aprì 'l suo casto e disdegnoso petto;
non Polixena, Ipsifile ed Argia.
Questa eccellenzia è gloria (ed io non erro)
al sommo padre e al figliuol diletto,
ch'a quel beato fin s'ha fatto via.