O dolci sguardi de le spose accorte,
quando intervien ch'ogniuna veggia ed oda
lo sposo lor divin, che i cor le annoda
d'amor più forte assai ch'inferno e morte.
Non può fortuna con sua dura sorte
far che la sposa sempre non si goda
del sposo eletto senza inganni o froda,
ch'amor fa ch'ogni pena in pace porte.
Chi porria esprimer quei modi soavi
e dolci parlamenti, quando alberga
sì ben lo sposo con sua sposa onesta?
Non può la sposa far, che si disperga,
o s'allontani come in mar per navi,
perché sempre al voler del sposo è presta.