Lasso, error mi trasporta ov'io non voglio,
e ben m'accorgo, che 'l dever si varca,
ond'ora a te, Iesu, vero monarca,
son importuno assai più ch'i' non soglio.
Benché non mai sì ben guardò da scoglio
saggio nocchier nave di merce carca,
come tu salvator mia debil barca
da le percosse del tartareo orgoglio,
pur io ti prego, ora che fieri venti
la nave in gran periglio hanno già spinta,
e fatto intorno orribil notte e verno,
prestale tosto aiuto in tai tormenti,
sì che non sia dal mar sommersa e vinta,
ma scorta in porto per lo tuo governo.