O Vergine, che sempre fosti il porto
a le gravi tempeste mie diurne,
e fidel scorta ne l'ore notturne,
contra ogni adversità ch'al mondo io porto,
pregoti, poi che sei sol mio conforto,
or mira a li duoi fonti e doglios'urne
che mi bagnan di pianto: tu l'eburne
tue mani pommi al cor, d'affanni torto.
Senza te, madre, io so ch'aver riposo
non può mia mente, né per bon pensero
al ciel può senza te levarsi a volo.
Però in tal stato, a me tutto odioso,
alma regina, ti ricerco e chero,
refugio a mia salute certo e solo.