Qual ventura mi fu, quando quel uno,
nel qual unite due nature furo,
sommo splendor in una, in l'altra oscuro
soggetto, in morte si fe' tutto bruno.
E certo d'ogni ben sarei digiuno,
s'egli, ch'al mondo sol io bramo e curo,
non avesse in tal modo aspero e duro
levati i miei peccati ad uno ad uno.
O gran bontà, ch'a noi l'eterno sole
nel vel nostro mortal corporeo venne,
onde 'l nemico si contrista e dole.
E date son a l'anima le pene,
per cui, qual stella, leggiadretta vole
al ciel, ove 'l suo sposo il corso tenne.