I' piansi, or canto, che 'l celeste lume
quel vivo eterno sol più non mi cela,
il cui divino amor chiaro rivela
sua dolce forza e suo santo costume.
Ond'al suo fin scorrendo più che 'l fiume
al mar, mia vita, la cui ordita tela
che non sia incisa, non per remi o vela
si può scampar, o per volar di piume,
seguir vo' di pietà sì larga vena,
e dietro a' tratti suoi pressarmi a riva,
per me ove aggiungo col pensier a pena.
Ma tu, Iesu, che sei tranquilla oliva,
tiemmi in tal pace teco, e rasserena
l'alma sì che in tuo amor io sempre viva.