Ben mille fiate, o cruda mia guerrera,
putrida carne, acciò teco abbia pace,
frenato ho i sensi, ma pur non ti piace
star queta mai, tanto sei vaga e altera.
Lo spirito al ciel già mai salir non spera,
fin che ti segue perfida e fallace,
perché virtù, ch'a te tanto dispiace,
in lui soggetto a te convien che pera.
Perciò, miei sensi, or più non lascio voi
seguir costei, se 'l ciel darà soccorso,
che l'alma sospirando ogniora chiama.
Soccorri, o Dio, che di natura il corso
mutasti, nato al mondo, or fa' ch'a noi
mostri tua maestà quanto che ci ama.