Il cantar novo e 'l pianger degli augelli
in sul dì fanno risentir le valli,
e 'l mormorar de' liquidi cristalli
giù per lucidi rivi freschi e snelli.
Quella c'ha neve il volto, oro i capelli,
nel cui amor non fur mai inganni né falli,
destami al suon degli amorosi balli
pettinando al suo vecchio i bianchi velli.
Così mi sveglio al surger de l'aurora,
e penso quel ch'io son e quel che fui
e in che periglio mi ritrovo ancora.
S'io guato il corpo e spirto, ecco ambedui
contender veggio insieme, e 'l cor un'ora
non esser queto, e men l'alma di lui.