Già desiai gittar al ciel querela
del mio infortunio, e farmi intorno udire,
perché 'l divino Amor non fa sentire
suo foco al cor, ch'a mezza state gela.
Veggio che un'empia nube il sol mi vela
in tanto, che se ciò potess'io dire,
altrui pietà di me farei venire,
perch'ogni vero ben a me si cela.
Ma pur, perché Dio è giusto e ha pietate,
e io libero son, non posso dire:
tal è mia stella e tal mia cruda sorte.
La colpa è mia, che per falsa beltate
dal cor, come potea, non ho mai scosso
l'amor contrario; e questa è la mia morte.