Beato in sogno e per languir contento
esser già non si può, né l'aura estiva
si può seguir, né a lito senza riva
nuotar per mar, né scriver sì può in vento.
Così qualunque a cui il bel lume è spento
de l'eterna virtute sua visiva,
non può in questa vita fuggitiva
levar lo spirto al ciel infermo e lento.
Io, che de' rai celesti piango il danno,
com'orbo, il bene palpitando cerco,
e a mio soccorso indarno il mondo chiamo.
Tu sol dunque, Iesu, di tanto affanno
tragger mi puoi, che per mia colpa io merco,
quando sì spesso a l'esca prendo l'amo.