Voglia mi sprona, amor mi guida e scorge
a te, Iesu, ma altrove mi trasporta
il senso, e tua pietà pur mi conforta,
e la man destra al cor già stanco porge.
Ond'ora il tristo spirto mio s'accorge
essergli il corpo una mal fida scorta,
e che dal senso la ragion è morta,
quando da te favor non gli risorge.
Però, Signor benigno, almo e gentile,
per quel amor ch'a bei rami t'ha giunto,
ove soavemente il cor s'invesca,
ti priego, scorgi l'alma mia a tal punto,
che per speranza de l'eterno aprile,
dal labirinto d'ogni vizio n'esca.