Il dolce colle ove 'l Signor se stesso
condusse a morte, ch'obliar non posso,
mi si sta inanzi, e 'l peso ch'egli adosso
ebbe per tor via il fallo ch'i' ho commesso,
sì che di me mi meraviglio spesso,
come altrove giamai da lui fui mosso,
e dal suo dolce giogo ebbi il cor scosso,
che più m'aggrada, più ch'a lui m'appresso.
O tu dunque, Iesu, che la saetta
d'amor mostrasti, quando aperto il fianco
ti fu, dove ogni spirto pio s'affretta,
fa', prego, ch'ancor tocco al lato manco
io sia di carità, ch'or mi diletta
amarti, e amando mai non esser stanco.