Non pur ignuda è di pietà tua mano,
Signor, per cui di grazia si riveste
l'alma contrita, e fa sue voglie preste
a salir verso il ciel per camin piano.
Ma sì benigno ancor tu sei, che in vano
non ti son sporte mai preghiere oneste,
sendo tu pronto a darci il ben celeste
e ciò che a quel conduce il cor umano.
Perché dunque non levo al ciel le ciglia?
Perché non sopra argento e oro e perle
m'aggradano le sante tue parole?
Tremar fan elle altrui di meraviglia,
e tue grande bellezze, ch'a vederle
di state, a mezzo dì, vincono il sole.