L'aura soave che dal ciel giù vibra
l'oro affocato, il fil spiega onde tesse
la sapienzia con le man sue stesse
la rete per cui l'alme lega e cribra.
Onde se non fia il cor mio senza fibra,
spero che 'l sommo Amor, pur ch'i' m'appresse,
accoglierammi a le sue tratte spesse,
se col desio la grazia appende e libra.
Perciò contra me stesso ora m'accendo,
poscia ch'io veggio i lacci ond'io fui preso,
or su l'umero destro ed or sul manco.
Ma perché Dio, come chiaro comprendo,
punir non si diletta chi l'ha offeso,
di ricorrer a lui non vo' esser stanco.