Spesso il nemico a' nostri danni il pelo
cangiando, or come a' pesci inesca gli ami,
or come ad augeletti invisca i rami,
ed or ci tenta al caldo e ora al gelo.
Ma quel che giù per noi venne dal cielo,
il qual convien che giorno e notte io brami,
e suoi giudici riverisca e ami,
m'aiuta per sua grazia, che in me celo.
Pur io non spero aver quivi mai posa
infin ch'i' mi disosso e snervo e spolpo,
se forse il ciel pietate non mi avesse.
Mantiemmi tu, che sì mirabil cosa
festi per l'uom, quando di morte il colpo
l'amor eterno in croce al cor t'impresse.