Giunto m'ha amor fra le tue sacre braccia,
Signor, de la cui morte s'io mi doglio,
non sento altro dolor che sentir soglio,
perché convien ch'ogni altro affetto taccia.
Ma questo è un aspro inverno che m'agghiaccia,
ch'ognior che da te fuggo in duro scoglio
mi trovo, e tua bontà mi mostra orgoglio,
tanto l'ingrato cor par che ti spiaccia.
Però vieni, Iesu, che per mio ingegno
e mia virtute, il cor, ch'è così duro,
non posso far ch'in te si mova e spiri.
Umil ti prego, e non ti sia a disdegno,
raccogli a te, non per sembiante oscuro,
le mie speranze e i miei caldi sospiri.