Quel foco d'amor santo, che mai spento
non è nel ciel, se ne l'età men fresca
s'estingue, a l'alma gran dolor rinfresca.
Non può lo spirto umano, a quel ch'io veggio,
esser nutrito se non di faville
de le fiamme celesti, ond'a lui peggio
fassi, quando altri oggetti mille e mille
si cercan: ché se avien che non distille
il cielo a l'alma la sua propia esca,
convien che sempre in lei la fame cresca.
Onde, benché respiri, pur è morto
a Dio lo spirto, il quale è vacuo sempre
d'amor divino: e tardi di ciò accorto
fia l'uom, s'aspetta ch'in lui si distempre
virtù nativa a quelle eterne tempre,
che più che sta, che del mondo non esca,
egli ognior più nei sensi si rinvesca.