Lieti fiori e felici e ben nate erbe,
sopra cui declinò già il vero sole,
piaggia felice che udì sue parole,
e de' pie' santi alcun vestigio serbe,
frondi onorate, benché molto acerbe,
che coronaste quel che di viole
celesti incoronar gli umili suole,
e abbassar le menti alte e superbe,
o soave contrada, o puro fiume,
ove le membra belle e capei chiari
al battesmo bagnò quel vivo lume,
quanto v'invidio, luoghi santi e cari,
gli atti che di virtute e bel costume
vedeste, ov'è di ben che ogn'uno impari.