Non d'altra e tempestosa onda marina
fuggio in porto giamai stanco nocchiero,
com'io dal fosco e torbido pensero
del mondo fuggo, ove 'l senso m'inchina.
Grazie immortali a la luce divina,
che per pietà mostrommi il raggio altero;
per cui dal bianco ora conosco il nero,
tanto nel vero la mia mente affina.
Già bel mi parve il mondo, or sozzo il veggo,
ch'ormai più il senso gli occhi non mi vela,
né più quel ch'è depinto mi par vivo.
E se pur cosa vera il cor mi cela,
discerno il tutto ne la croce e leggo,
onde traggo di ben quel che fuor scrivo.