L'amor ch'eternalmente vive e regna
e tutto 'l mondo in un raunato tiene,
dal ciel nel nostro albergo spesso viene,
per porre in noi sua gloriosa insegna.
Questi è che molto a tolerar m'insegna,
e ch'in Dio sol ponendo ogni mia spene,
sempre gli erranti e vaghi sensi affrene:
e se così non fo, meco si sdegna.
Onde mi resta paventoso il core
ad ogni impresa, e l'alma piagne e trema,
temendo non sia spinta dal ciel fuore.
Ma che poss'io più far al mio Signore,
se non star seco insino all'ora estrema,
che bel fin fa chi del ben grato more.