Quanto più desiose l'ali spando
verso di voi, del ciel o schiera amica,
tanto più il mio volar con visco intrica
il gran nemico, e gir mi face errando.
Pur quanto più constante io gitto e mando
i miei sospiri a quella patria aprica,
tanto men l'alma in terra mi s'implica,
che va, qual Progne, afflitta lagrimando.
Ma senza te, o Signor, non può esser dritto
il mio camin, però fa' ch'io sia scorto
per te in Ierusalem fuori d'Egitto.
Non trovo in altra parte alcun conforto
in tutto 'l tempo a me dal ciel prescritto,
ch'ogni piacer pel suo girar fa corto.