Fiamma dal ciel su le tue treccie piova,
ciprigna meretrice, a cui le ghiande
porcine in cibo son, poi che sì grande
obbrobrio e vituperio oprar ti giova.
Nido sei di lordura, in cui si cova
e fuor per l'aria tal fetor si spande,
che d'intorno corrompe le vivande,
ch'al senso ogni animal in terra prova.
Pur spessi son gli essempi e novi e vecchi,
che per te il mondo è guasto più di mezzo
e di bella onestà smarriti i specchi.
Fuggite esta malvaggia ad altro rezzo,
anime, se schifar voleti i stecchi
del duro inferno e l'orribil suo lezzo.