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1612–1644

Untitled

Girolamo Fontanella

Già per opra di Marte La troiana città misera ardea, Et abbattuta da le fiamme sparte, Ogni rocca merlata al suol cadea.

Oh, qual era a mirar l'ampia rovina De la gente meschina! Sorgeano in aria alzati ampi volumi Di faville e di fumi;

Di qua, di là scorrea l'armata argiva: Tutto orror, tutto incendio Ilio appariva. Stupìo la cieca Notte, Quando intorno mirò da fiamme tante

Dissipate le nebbie e l'ombre rotte, Che da l'Erebo fuor menò rotante. Quant'occhi intorno avea l'Argo del cielo, Si coperse d'un velo,

Per non mirar, cred'io, l'atroci sorti Di tante e tante morti. Fuggir Simo e Scamandro, e 'nsieme ardenti Portar tributi al mar d'acque bollenti.

Licenziosi e gonfi Givano i fochi a divorar le mura, Del tiranno furor prede e trionfi. D'artefice ingegnoso industre cura,

Ogni ampia loggia, ogn'inarcato ponte, Ogni marmoreo fonte In cenere struggea l'ingorda guerra. Rovinavano a terra,

Per esser poi soggetti ai curvi aratri, Tempi, tombe, obelischi, archi e teatri. Crescea sempre maggiore De l'esercito acheo l'ira e lo sdegno,

Qual turbo che riporta ombra et orrore Da l'eolia spelonca al salso sdegno; Ciascun mentre dal ferro in fuga andava Ne l'ardor s'incontrava,

E quel fumo e quel foco ivi sì grande Si dilata e si spande, Che dubbiosa facea la vista ingombra, Qual fosse ivi maggior, la fiamma o l'ombra.

Il tumulto, il lamento Di chi muor, di chi langue iva a le sfere; Chi pugnando spargea suoi colpi al vento, Chi toglieva al nemico aste e bandiere,

Chi morendo mordea coi denti il suolo, Chi per rabbia e per duolo Il nemico spingea nel foco acceso, Chi sotto il grave peso

De le mura abbattute a suon di tromba, Quando prese la morte, ebbe la tomba. Scudi aperti, elmi infranti, Rotti usberghi, archi tronchi, aste recise,

Urli, grida, sospir, gemiti e pianti, Mura oppresse, arsi tetti e genti uccise, Teschi sparti, arsi busti e braccia estinte. Penne e bende dipinte,

Cui fu sangue il color, pennello il brando, Furioso pugnando, Faceano a la tragedia amara e trista Spettacolo funesto, orribil vista.

Solo fra tanti orrori, Onde trema a ciascun per tema il petto, Il magnanimo Enea, vago d'onori, Non cangia cor, non discolora aspetto.

De' Greci infidi al repentino assalto, Spicca un rapido salto, Chiama la pugna un bellicoso gioco, E tra 'l ferro e tra 'l foco

Con la tremenda e vincitrice spada Si fa libera via, spedita strada. E l'insidia nemica Brama intorno punir guerrier feroce.

E come il mietidor, ch'in su la spica La falce adopra a più poter veloce, Corre sopra la turba armata e carca, Né può rapida Parca

Tante insieme troncar fila di vita, Quante la mano ardita Ne recidea, sì ch'a vederla in campo, Parea la spada sua fulmine e lampo.

Tal con prova simile, Gran Carlo, emulator del gran Troiano, Mentre l'Insubria ardea di fiamma ostile, Opravi tu la generosa mano.

Scendea, qual torvo in mar gonfio torrente, Fiera gallica gente, Forse per assorbir l'Italia afflitta; Ma la tua spada invitta,

Che parea nel ferir lieve baleno, Con magnanimo ardir la pose a freno. Tremar l'alpine valli, Del Tesino e del Po l'onde muggiro,

Quando tanti s'udir bronzi e metalli, Ch'ad intimar battaglia in campo usciro. Parea di Serse il campo ivi traslato Star ne l'Insubria armato.

Calpestavano il suol, rodeano il morso Mille destrieri al corso, E con torbido orror che 'l tutto involve, Ergeano in faccia al sol nubi di polve.

Fra le palle tonanti, Che pareano atterrir Bellona istessa, Fra le selve de l'aste intorno erranti, E fra la calca bellicosa e spessa,

Tu con invitto cor, con destra mano, Gloria del rege ispano, Contro il gallico ardir gisti ad opporti. Fra gli orror, fra le morti

Cantò, lodò ne le rovine sue Il nemico guerrier le prove tue. Ben con dritta ragione, Signor, ti teme il Franco, ama l'Ibero,

Poiché ne la milizia, almo campione, Tanto mostri in pugnar senno guerriero. Chi più di te contro l'eroe francese L'alma Italia difese,

Più degni acquisti fe', più ricche palme? Ben tu fra nobili alme Di lauro merti inghirlandar le chiome, Che di Carlo rinovi il vanto e 'l nome.

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