Il fior della margherita Or che placido vento Spira Zefiro alato, E dai ceppi d'argento
Scioglie il limpido rio col dolce fiato, Et aprir si rimira, ovunque ei tocca, Agli augelli la lingua, ai fior la bocca, Tu, là dove fra piante
Vien con l'onde sue vive Il Volturno sonante Del bel Venafro ad ingemmar le rive, A l'ombra, o Coppa, de le belle fronde,
Freni, italico Orfeo, la fuga a l'onde. Risvegliando la lira Con man saggia et accorta, Plachi l'impeto e l'ira
Che seco il fiume infuriato porta; E tanta forza hai nel tuo dir sì bello, Che dal canto che fai pende ogni augello. Or ch'un'Iride vaga
Par la terra fiorita, Et ogni anima vaga La stagione del riso al canto invita, Qual vago fior con tua poetica arte
Intrecci in note et incateni in carte? Scrivi forsi la rosa, Vergognosa fanciulla, Che vermiglia e vezzosa
Sta dentro molle e morbidetta culla, E di porpora adorna il biondo crine, Ha, qual donna di fior, trono di spine? Canti il Giglio ridente,
Pien di latte nativo, Re de' fiori eminente, In ricco trono di smeraldo vivo, Quel bianco fior, che con sì bel lavoro
Ha corona d'argento e scettro d'oro? Lodi il tenero Amello, Ch'in bel cespo rinchiuso, Fresco, tremolo e bello,
Ha di molli rugiade il crin diffuso, E d'un color tra candido e vermiglio, De la nunzia del Sol rassembra figlio? Piangi il tragico Adone,
De la bella Ciprigna Dilettoso garzone, Ch'ancor la spoglia ha tepida e sanguigna, E ne la spina rigida e pungente,
Del cinghial, che l'uccise, addita il dente? Canti i pregi di Croco, A cui molto somigli Ne la chioma di foco,
E nei colori lucidi e vermigli; Quel vago fior, ch'i suoi dolor distingue Con mute voci in tre purpuree lingue? Canti il molle gesmino,
Pien di neve sì bella, D'ogni campo e giardino Minuta gemma e pargoletta stella, Che per sì belle e sì fiorite strade,
Perché lieto l'accogli, in sen ti cade? Canti il vago Narciso, Ch'amator di se stesso, Vagheggiandosi fiso,
Ne lo specchio del rio si mira impresso; E da quell'onda, ove sol morto giacque, Rinovando la vita, al mondo nacque? Canti il pallido Aiace,
Odoroso libretto, Che con linea vivace Pietose note ha d'amoroso affetto, E con eterna et immortal memoria,
De la tragedia sua mostra l'istoria? Canti l'umil ginestra, Allegrezza di maggio, Quando nunzio di festa
Appare il sol con temperato raggio, Quel vago fior, ch'inanellata e bionda, In sembianza di cor, mostra ogni fronda? Il garofilo adorno,
Che di linee sottili Ricamato d'intorno, Ha mille intagli e mille bei profili, E posto a fronte ove la rosa inostra,
Di bellezza e di pompa emulo giostra? La viola minuta, Che le livide foglie Ond'è pinta e tessuta
Sì belle al sole e sì leggiadre scioglie, E 'n grembo a l'erbe, ove giacendo stassi Languidetta d'amor, pallida fassi? Il papavero molle,
Che purpureo e soave, Il bel collo ha nel colle, Pien di dolce sopor, cadente e grave, E mentre ammorza in un bel rio la sete,
Par quell'onda per lui l'onda di Lete? Il pieghevole acanto, Che sì pure e vivaci Con suo gemino vanto
Dona a ricco testor molli bombaci, E con nodi ritorti, arcati e belli, Tesse mille d'amor serpi et anelli? L'amaranto immortale,
Che spicoso e velluto, Sparso d'oro vitale, Ha di serici stami il crin tessuto, E dal gelato e tempestoso verno,
Sostenendo il rigor, si serba eterno? L'elitropio amoroso, Occhio tenero e biondo, Ch'osservando geloso
Va la luce del sol lieto e giocondo, E da dolor di gelosia trafitto, Mostra fin ne le foglie il cor descritto? Il ligustro gentile,
Frale, tenero e lieve, Che nel tempo d'aprile Canuto sorge ad emular la neve, Canuto sì, che nel suo bel candore,
Tu dubbioso non sai s'è neve o fiore? Il celeste giacinto, Spiritoso zaffiro, Che d'azzurro dipinto
Vagheggia il sol con languidetto giro, E par che dica in sì cangiata imago: “Deh!rimirami, o sol, ch'ancor son vago”? Il vago fiordaliso,
Che più bianco del gelo, Par che pianga nel riso, Di sue bellezze innamorando il cielo, Quel bianco fior che tanta grazia serra,
Che sembra uscir dal Paradiso in terra? Ma nei campi sì belli, E tra fior sì diversi, Tu fra musici augelli
La margherita vai tessendo in versi, Leggiadro fior, la cui radice Amore Con la sua mano a te piantò nel core. Cresca dunque felice
Sì ben nato fioretto; Siali Flora nutrice, Custode il core, e giardiniero il petto; Gli arrida il cielo, e con perpetui vanti,
Ogni musica dea l'onori e canti.
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