Io che musico arciero Su la lira cantai teneri amori, E da l'arco avventai placidi carmi, Dir con inno guerriero,
Signor, non oso i tuoi guerrieri onori. Deh!qual forza ha la penna in mezzo l'armi, S'ove il torto oricalco assorda l'etra, Dà solo a pena un mormorio la cetra?
Fiacco stil non arriva Ad alzar tra gli eroi bellica voce; Langue al suon de le trombe il plettro umile: Di te celebri e scriva
Chi nel canto acquistò spirto feroce Et in cima a l'insegne erge lo stile, Ch'alto scrittor ne' marziali agoni Ha d'omerica tromba eroici tuoni.
Ma non so qual baleno Di poetico ardir m'infiamma il petto, M'incoraggia l'ingegno, alza la mente. Sento serper nel seno
Un non so che di bellicoso affetto, Che d'eroica virtù mi rende ardente: Ecco sdegno la lira e m'alzo tanto Ch'a la tromba di Marte accordo il canto.
Già l'imperio ti dona Di magnanimi eroi sovrano duce. Te fra timpani e trombe applaude il campo, Ti dà l'asta Bellona,
Ti porge il brando e 'l corridor Polluce, T'apre Marte nel volto acceso un lampo; E spargendo di gloria auree faville, T'offre Alcide la clava, e l'armi Achille.
Vanne, pugna et espugna, Ch'in difesa d'Italia arme hai sì bella; Usa ne la milizia il senno e l'arte. Odi come a la pugna
Feroce in campo il tuo destrier t'appella, Il tuo forte destrier, lampo di Marte, Che la fiamma e l'ardir ch'in petto accoglie Da le concavi nari in fumo scioglie.
Egli, mentre initrisce, Par che dica anelando: “Io bramo il corso”, Avido d'acquistar pugnando lode; Baldanzoso gioisce,
Del tuo bel peso insuperbito il dorso; E mentre il freno impaziente ei rode, Desta lampi e faville, e lieto in guerra, Ove batte col piè, trema la terra.
Corri, ispano Perseo, Per le vie de la gloria alzati a volo, Sotto giogo servil Suezia affrena. Fatti il mondo trofeo:
Tu basti il mondo a superar, tu solo, Ch'a la tua ricca imperial catena, Ch'hai ne l'impresa e ne lo scudo aurato, Mostrando vai ch'a soggiogar sei nato.
Fidi e speri ne l'armi Pusillanimo cor di gloria ignudo, Vesta arnese incantato o stigia maglia. Tu di te stesso t'armi,
T'è la forza e l'ardir corazza e scudo; Coraggioso et invitto entri in battaglia, E porti in campo, ove fra i primi hai loco, Nel nome il ferro e ne la spada il foco.
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