Questa bella d'amor maga innocente, Che con giri fatali I balli move inegualmente eguali, Fa d'insolita gioia ebra ogni mente;
E 'l piè sciogliendo ai regolati errori, Incatena gli spirti, incanta i cori. Prima accorta ne' moti, alza e misura Col bel suon de le corde
Ne la musica danza il piè concorde, Dando al corpo gentil grazia e misura; Indi parte e ritorna, e mentre riede, Sopra l'ali d'amor regge il bel piede.
Desta e sciolta, in un piè s'attiene e libra; Indi il passo radoppia, E l'alza in aria e nel cader l'accoppia; Si rota intorno e se medesma vibra;
E ne' suoi modi e ne' suoi moti erranti, Fatta rota d'amor, volge gli amanti. China a tempo il ginocchio e l'aurea testa Con bell'atto soave,
E posando la danza, ergesi grave; Poi si spicca in un salto, agile e desta, Che leggiero dal vol s'erge tant'alto, Che, dubbioso, non sai s'è volo o salto.
Va con breve et armonico intervallo Regolato da l'arte, Or da la manca, or da la dritta parte; Fugge e rompe la fuga in mezzo al ballo,
E ne l'ordine suo mutando gioco, La credi in uno, et è ne l'altro loco. Mentre fuor dal bel lembo aurato e bello De la gonna sua vaga
Spinge il piè delicato, ogn'alma impiaga: Par la punta del piè strale novello, Che spedito e veloce in mezzo i petti Fuor da l'arco d'amor, l'alme saetti.
Forsi scesa qua giù la bianca Luna Dai volubili calli, Ha traslati tra noi gli eterni balli? O pur, nova d'amor vaga Fortuna,
Rendendo altri infelice, altri beato, Volge in vario tenor l'umano stato? Da sì belle e sì rapide carole Apprendete voi, stelle,
A danzar colà su più vaghe e belle. Ore, ancelle del dì, figlie del Sole, Che danzando là su guidate il giorno, Fermate il ballo ad ammirarla intorno.
E voi, ditemi ancor, nunzi volanti, Che con alto governo Regolate del ciel l'ordine eterno, Da quei zaffiri mobili e rotanti,
Ch'han nel danzar sì numerosi corsi, Danzatrice sì bella è scesa forsi? Già di là rispondete, e già v'ascolto Dai celesti zaffiri:
“Donna umana non è costei che miri. Se veder brami il ciel, mira quel volto; Mira quel piè, ch'in maestà reale Ha dagli angeli appreso il moto e l'ale”.
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