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1612–1644

Il Verno

Girolamo Fontanella

Ecco l'anno canuto, L'anno gelido e bianco. Vedi ch'aspro et irsuto, Ha duro il volto, e mostruoso il fianco;

È nudo il colle e vedovato il prato; Cangia, Dini, ogni cosa ordine e stato. Rota pallido il giorno, Cinto d'orrido velo:

Nevi e nuvole intorno Fanno bianca la terra e nero il cielo. A pena nasce chi la notte sgombra, Ch'abbandona la vita in braccio a l'ombra.

Non più gioconda in vista Ride l'erbetta verde, Ma con soffio ch'attrista, Quanto Zefiro accolse, Austro disperde;

E 'l bosco, ai fiati d'Aquilone errante, Ogni smeraldo suo cangia in diamante. Non può libero il passo Stender la fonte e 'l rivo:

Freddo, tacito e basso, Par quasi morto il suo cristallo vivo; Esposto al vento impetuoso e tetro, Sta muto il fiume in prigionia di vetro.

Furioso Tritone Gonfia l'orrida tromba; Da l'eolia magione Fischia Borea, urla Coro, Austro rimbomba,

Squarcia i nembi, urta i campi, i monti spoglia; Freme il ciel, bolle il mar, l'onda gorgoglia. Per l'aperta campagna L'umil gregge sospira;

Ne' muggiti si lagna Che pastura non trova, erba non mira; E dal freddo assalito, a l'aer cupo, Geme il can, freme l'orso, ulula il lupo.

Esce il fiero serpente A scaldarsi a la luce, Che dal vago oriente Dentro gelida nube il sole adduce;

Ma col moto perdendo anco il vigore, Dal rigor de la neve oppresso more. Salta il caprio ramoso Sovra il gelido smalto;

Ma sul colle nevoso, Aggravato dal gel, manca nel salto; E la fuga del piè mostrando lenta, De l'astuto mastin preda diventa.

Posa il timido augello Ne l'albergo suo fido; Ma poi, tremolo e bello, Da la fame costretto esce dal nido;

Né molto va, che per l'aeree strade, Dagli algori assalito, a terra cade. Sotto gelida chiave Chiude il bello usignuolo

Il suo rostro soave, Ch'aprir solea sì grazioso al duolo, E nel bosco e nel monte altro non senti Che mormorio di tempestosi venti.

Sta rinchiuso nel tetto, De' tumulti nemico, Impigrito nel letto Con la cara famiglia il vecchio antico;

E contra il Verno ei combattendo armato, Ha Bacco in seno, et ha Volcano a lato. Così pugni e combatti, Dini, in rinchiuso loco,

L'orrido Verno abbatti, Col ferro no, ma col valor del foco. E quando Euro guerreggia, Austro rimbomba, Tu chiama Bacco a risuonar la tromba.

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