Cittadine felici,
Verginelle fatali,
Gloriose motrici,
Danzatrici del ciel, dive immortali,
Cantatrici superne,
Vive trombe di Dio, musiche eterne;
Voi, sirene innocenti
De' rotanti zaffiri,
Pure e lucide menti,
Che temprate là su gli ordini e i giri,
E con musico pondo,
Ne la lance del ciel, librate il mondo;
Voi, che candide e belle,
Trionfando degli anni,
Fra piacevoli ombrelle
Intessete a la Parca illustri inganni,
Intrecciando lavori
D'eterne frondi e di perpetui fiori;
Deh, cingetemi i crini
Di quei verdi rampolli,
Che nei sacri giardini
Fanno i casti laureti in cima ai colli,
Ché ricovro e ristauro
Contro l'ira del ciel può darmi il lauro.
Voi, che sagge indovine
Con fatidiche note,
Gonfie d'aure divine,
Disvelate le cose al mondo ignote,
Concedetemi almeno
Ch'ebro d'alto furor purghi il mio seno.
Voi, ch'aprite e serrate
I castalii ruscelli,
Ch'entro sponde beate
Serpeggiando tra fior corron sì belli,
Dispensatemi l'onda
Che fa d'alta virtù l'alma feconda.
Voi, ch'aprendo il sentiero
De la gloria immortale,
Sul volante corsiero
Per incognite vie movete l'ale,
Ove nutre Ippocrene
Onde pure, aure dolci, ombre serene.
Fra pindarici eroi
Sollevate i miei canti,
Belle vergini, voi
Che reggete nel ciel gli orbi rotanti,
Onde a scorno et a scherno
De l'invidia e del tempo io voli eterno.