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1612–1644

Alle Muse

Girolamo Fontanella

Cittadine felici, Verginelle fatali, Gloriose motrici, Danzatrici del ciel, dive immortali,

Cantatrici superne, Vive trombe di Dio, musiche eterne; Voi, sirene innocenti De' rotanti zaffiri,

Pure e lucide menti, Che temprate là su gli ordini e i giri, E con musico pondo, Ne la lance del ciel, librate il mondo;

Voi, che candide e belle, Trionfando degli anni, Fra piacevoli ombrelle Intessete a la Parca illustri inganni,

Intrecciando lavori D'eterne frondi e di perpetui fiori; Deh, cingetemi i crini Di quei verdi rampolli,

Che nei sacri giardini Fanno i casti laureti in cima ai colli, Ché ricovro e ristauro Contro l'ira del ciel può darmi il lauro.

Voi, che sagge indovine Con fatidiche note, Gonfie d'aure divine, Disvelate le cose al mondo ignote,

Concedetemi almeno Ch'ebro d'alto furor purghi il mio seno. Voi, ch'aprite e serrate I castalii ruscelli,

Ch'entro sponde beate Serpeggiando tra fior corron sì belli, Dispensatemi l'onda Che fa d'alta virtù l'alma feconda.

Voi, ch'aprendo il sentiero De la gloria immortale, Sul volante corsiero Per incognite vie movete l'ale,

Ove nutre Ippocrene Onde pure, aure dolci, ombre serene. Fra pindarici eroi Sollevate i miei canti,

Belle vergini, voi Che reggete nel ciel gli orbi rotanti, Onde a scorno et a scherno De l'invidia e del tempo io voli eterno.

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