Skip to content
1612–1644

Alla rosa

Girolamo Fontanella

O bellissima rosa, De la terra e del ciel tenera figlia, Tu da la siepe ombrosa Verginella pudica esci vermiglia,

E sotto il vel de l'odorate frondi Vergognosa leggiadra il capo ascondi. Spargi allegre faville Nel tuo lieto spuntar fresco e ridente,

E con bionde pupille Vagheggiata vagheggi il sol nascente, E de l'alba rivolta al chiaro viso, Nel tuo vivo rossor sfavilli un riso.

Per tutto, ove tu nasci, Suona tromba d'april musica l'ôra; Nel cespo, ove ti pasci, Viene balia d'amor l'umid'Aurora,

E con licor di rugiadoso argento, Ti porge in coppa d'or fresco alimento. Tu nei gemmati campi Sei del volgo dei fior donna e reina;

E mentre accesa avvampi Nel trono bel de l'intrecciata spina, In maestà superba, in tutti i lati, Folgoreggi fra l'erbe, occhio de' prati.

Hai di spine pungenti Mille in difesa tua rigide schiere, Che con armi nocenti Guardano ognor le tue bellezze altiere,

E con applauso in tuo munito seggio Hai da l'aure ministre almo corteggio. Graziosa pittura De la madre d'Amor nobile e degna,

Tu, di vergine pura E di fido amator commune insegna, Hai nel soave odor soave ardore, E ne le spine tue strali d'amore.

Tu, de l'alma pittrice Che colora le piagge almo lavoro, Sei qual vaga fenice, Ch'ha di porpora il manto e 'l capo d'oro;

E ne l'esser sì bella e vaga tanto, Qual fenice hai di fior l'unico vanto.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
Alla rosa · Girolamo Fontanella · Poetry Cove