Pargoletto animale,
Che di polve d'argento,
E di cenere d'or spruzzate hai l'ale,
E intorno al lume, che vagheggi attento,
Vacillante amator, con vario errore
Mille formi in rotar scherzi d'amore.
Or t'appressi a quel lampo,
Che sfavilla ridente;
Or fuggendo non osi e brami scampo;
Or stimulato da vaghezza ardente,
Di novo torni e d'una parte mai,
Benché mostri partir, partir non sai.
Or generoso corri,
Or t'arretri pentito,
Placidetto importuno, e in aria scorri;
Et or vagando e passeggiando ardito,
L'ale tremole stendi, e poi t'arresti,
Che quel lume lambir lieto vorresti.
E mentre in aria errante
Fra le tenebre giri,
Di vivace lumiera avido amante,
Tessi or con larghi, or con angusti giri
L'intricata prigion, dove con gioco,
Allacciato d'amor, cadrai nel foco.
Mira pur, se nol sai,
Semplicetto inesperto,
Che la vita a finir rapido vai;
E quella face, ove con volo aperto
T'aggiri tu per aver fermo luogo,
Fa la sorte per te funereo rogo.
Ma pur folle invaghita,
Farfalletta amorosa,
Senza rischio temer vi corri ardita,
E in cambio di goder vita gioiosa,
Trovi incauta la morte, e dentro il lume,
Invece d'illustrar, perdi le piume.
Le tue ceneri sparte
Or con ufficio pio
Come in puro feretro accoglio in carte,
E mentre arsa cader pur ti vegg'io,
Novo Fetonte, il ciel pietoso intanto
Novo cigno per te mi faccia al canto.